NEPAL: L’ALLUVIONE HA TRAVOLTO ALCUNE DELLE SCUOLE CHE SOSTENIAMO
Case, ponti e vite spazzate via nel distretto di Nuwakot, dove si trovano le scuole che sosteniamo con il progetto Back to School: A Scuola con Chiara
Aggiornamento: Giovedì 8 ottobre 2026
A più di un mese dalle devastanti alluvioni del 26 agosto, nelle aree colpite del Nepal la situazione sta entrando in una nuova fase. Dopo le prime settimane dedicate soprattutto ai soccorsi e alla ricerca delle persone disperse, le autorità stanno ora concentrando gli interventi sulla riabilitazione, sugli alloggi temporanei e sulla ricostruzione.
Il bilancio umano rimane drammatico: secondo gli ultimi dati ufficiali, 1.455 persone sono morte e 5.285 risultano ancora disperse. Circa 33.000 persone sono state colpite dal disastro e più di 7.500 abitazioni sono state danneggiate o distrutte.
Per le famiglie di Nuwakot, dove si trovano le scuole sostenute da Women For Freedom, questa transizione è particolarmente importante: molte persone non hanno ancora una casa sicura e il ritorno alla normalità, anche per bambini e bambine, è ancora lontano.
L’8 ottobre la National Disaster Risk Reduction and Management Authority (NDRRMA) ha avviato una nuova fase concreta per la costruzione di shelter transitori destinati alle famiglie sfollate.
Secondo i dati più recenti, 1.085 persone sono ancora ospitate in 17 centri temporanei, tra cui 121 persone nei quattro holding centre di Nuwakot. Contemporaneamente il governo ha iniziato a lavorare anche sul reinsediamento a più lungo termine. Sono stati individuati 277 appezzamenti di terreno nei tre distretti colpiti. Di questi, 94 si trovano in Nuwakot, che concentra la maggior parte della superficie individuata.
Le strade e i ponti danneggiati dall’alluvione continuano a rendere difficili gli spostamenti, il trasporto delle merci e l’accesso ai servizi. Per chi ha perso casa, terreni, animali o attività economiche, ricominciare significa quindi anche trovare nuovamente un modo per lavorare e mantenere la propria famiglia.
La continuità dell’istruzione rimane una delle priorità della fase di recupero. Le prime valutazioni hanno indicato che oltre 14.000 bambini in 62 scuole e centri educativi di Nuwakot, Rasuwa e Dhading hanno subito interruzioni delle attività scolastiche.
In particolare, per Ram Chandra Basic School, la situazione rimane particolarmente grave: la scuola è stata completamente distrutta e gli studenti stanno continuando il percorso scolastico attraverso soluzioni alternative.
Per Chandeshwori Secondary School i danni sono stati classificati come parziali. Sono già in corso interventi per rendere nuovamente sicuro l’ambiente scolastico: lungo il fiume è stata avviata la costruzione di una recinzione di sicurezza, mentre sono stati effettuati interventi di pulizia e disinfezione nelle scuole della zona e distribuiti materiali didattici agli studenti.
La situazione resta quindi in evoluzione. La priorità immediata è permettere alle famiglie di avere un luogo sicuro. Grazie al tuo sostegno possiamo continuare a essere accanto alle comunità di Nuwakot e contribuire a restituire ai bambini e alle bambine un luogo sicuro in cui tornare a crescere e costruire il proprio futuro.
Aggiornamento: Martedì 22 settembre 2026
Dal Nepal arrivano nuovi aggiornamenti sulla situazione dei bambini e delle bambine coinvolti nell’alluvione che ha colpito duramente la zona.
La scuola di Ram Chandra, che sostenevamo e che è stata completamente spazzata via dall’alluvione, era il luogo in cui ogni giorno tanti bambini e tante bambine studiavano, giocavano e crescevano insieme. Oggi, di quelle aule, non rimane più nulla. E per molte famiglie l’attesa di sapere che fine abbiano fatto i propri figli e figlie non è ancora finita.
WHR – Women For Human Rights ci ha comunicato di aver ristabilito il contatto con 17 delle 27 bambine del progetto “Back to School: A scuola con Chiara”. È una notizia che ci dà sollievo, dopo giorni di paura e di silenzio.
10 bambine, però, risultano ancora disperse.
Il quadro complessivo della scuola di Ram Chandra resta molto preoccupante: 89 alunni e alunne sono stati rintracciati, mentre 59 risultano ancora dispersi. Tra loro, 10 hanno perso entrambi i genitori.
In questi giorni il nostro pensiero va soprattutto alle bambine di Ram Chandra che ancora non sono state rintracciate. Continuiamo ad aspettare notizie insieme alle loro famiglie, con la speranza che anche per loro possa arrivare presto un messaggio, una voce, una notizia che riporti un po’ di serenità. E mentre si continua a cercare chi ancora manca all’appello, c’è già tanto da fare per chi è stato ritrovato. Le famiglie hanno bisogno di sostegno, i bambini e le bambine di tornare a scuola e la comunità di ricominciare.
È un percorso che richiederà tempo e di cui anche tu puoi fare parte. Con una donazione puoi aiutarci a sostenere le persone colpite dall’alluvione e contribuire a portare un raggio di sole in un momento ancora così difficile.



Aggiornamento: Giovedì 17 settembre 2026
A quasi tre settimane dalle devastanti alluvioni del 26 agosto, la situazione nelle aree colpite del Nepal rimane molto difficile. All’inizio di questa settimana, WHR – Women for Human Rights ha raggiunto e consegnato aiuti alle comunità di Rasuwa, Dhading e Nuwakot, alcune delle zone maggiormente colpite dalle inondazioni e dalle frane.
Raggiungere queste aree continua però a essere estremamente complesso. Le strade sono in pessime condizioni: molti tratti sono stati distrutti, così come numerosi ponti, e i collegamenti tra i villaggi rimangono interrotti o difficilmente percorribili.





Grazie al lavoro sul campo di WHR – Women for Human Rights, alle famiglie colpite abbiamo potuto portare beni di prima necessità, scelti per rispondere alle esigenze più immediate. Sono stati distribuiti vestiti, coperte, materassi, saponi, spazzolini da denti, asciugamani, biancheria intima, assorbenti igienici, luci solari e altri materiali essenziali. Aiuti semplici, ma fondamentali per chi ha perso la casa, i propri beni e spesso anche la possibilità di accedere facilmente ai servizi di base.
La necessità di questi interventi rimane alta. Secondo il Kathmandu Post, a metà settembre oltre 3.600 persone erano ancora ospitate in 37 centri di accoglienza temporanei dove la carenza d’acqua e le difficili condizioni igieniche continuano a rappresentare un rischio.
In alcune aree le lezioni hanno iniziato a riprendere, mentre in altre le scuole sono ancora chiuse o vengono utilizzate come centri di accoglienza. La situazione resta quindi molto diversa da comunità a comunità. Per bambine e bambini, tornare a scuola significa anche ritrovare un luogo sicuro e un senso di normalità dopo un’esperienza così difficile. Ma la strada verso il ritorno alla normalità è ancora lunga.
Stiamo cercando di raccogliere informazioni sulle ragazze e sulle bambine che frequentano le scuole sostenute da Women For Freedom, ma al momento non abbiamo ancora notizie certe sulla situazione di tutte loro. Le difficoltà nei collegamenti, le strade interrotte e le comunicazioni ancora problematiche rendono molto complesso raggiungere alcune comunità e verificare direttamente le condizioni di ogni famiglia.
È una delle ragioni per cui il lavoro di WHR – Women for Human Rights sul campo è così importante in questo momento: portare beni essenziali e, allo stesso tempo, continuare a cercare informazioni sulle bambine e sulle ragazze che sosteniamo.
L’emergenza non è finita.
Gli aiuti sono arrivati, ma c’è ancora molto da fare.
Insieme possiamo continuare a portare sostegno alle comunità colpite e contribuire a ricostruire, passo dopo passo, anche la possibilità per bambine e ragazze di tornare a scuola e guardare al futuro.
Aggiornamento: Venerdì 11 settembre 2026
Lily Thapa, fondatrice di Women for Human Rights (WHR) e il suo staff hanno incontrato famiglie che hanno perso tutto, case distrutte, comunità spezzate, bambine e bambini rimasti senza genitori. Ascoltiamo il suo appello. Restiamo accanto al Nepal.
Aggiornamento: Martedì 8 settembre 2026



Grazie al sostegno raccolto attraverso la nostra campagna di raccolta fondi, è stato possibile contribuire concretamente all’assistenza delle famiglie colpite dalle recenti inondazioni in Nepal.
Women for Human Rights (WHR), in collaborazione con Women Friendly Disaster Management (WFDM) e Khalisisi, e in coordinamento con il Comune di Budhanilkantha, ha fornito assistenza alle famiglie originarie di Betrabati, nel Ward n. 10 del Comune di Bidur, attualmente impegnate nell’osservanza dei riti di lutto a Dhumbarahi e Kapurdhara.
Rispondendo alle loro necessità più immediate, sono state distribuite coperte, materassi, teloni e altri materiali di prima necessità, offrendo un sostegno concreto alle famiglie in un momento segnato dalla perdita e dalle difficoltà causate dall’emergenza.
Questo intervento ci ricorda il valore concreto della solidarietà: le donazioni raccolte diventano beni essenziali, supporto e vicinanza per chi si trova ad affrontare le conseguenze di una calamità.
La campagna continua. Ogni contributo può trasformarsi in un aiuto concreto per le persone e le comunità che ne hanno più bisogno.
Aggiornamento: Venerdì 4 settembre 2026



WHR – Women For Human Rights, insieme alla sua fondatrice Lily Thapa, continua senza sosta a portare aiuti e soccorso alle popolazioni colpite.
In questi giorni l’associazione ha visitato quattro centri di accoglienza, seguito da un incontro proficuo con le ONG e le organizzazioni internazionali attive sul territorio. Sono state inoltre raggiunte alcune strutture sanitarie e le aree maggiormente devastate dalle inondazioni.
Le testimonianze raccolte tra i sopravvissuti sono devastanti e strazianti. Dietro ogni racconto ci sono vite sconvolte, famiglie spezzate e persone che hanno perso tutto. Gli scenari che si presentano agli occhi dei soccorritori sono agghiaccianti: cadaveri, distruzione e centri di accoglienza sovraffollati, spesso gestiti con risorse insufficienti e in condizioni ancora molto carenti.
L’emergenza non è finita con il ritiro delle acque. Per migliaia di persone comincia ora una fase altrettanto difficile: trovare un luogo sicuro, ricevere cure, avere accesso ai beni essenziali e, soprattutto, ricostruire una vita dopo una tragedia di queste proporzioni.
È difficile dire quando riusciranno a superare tutto questo. Ma la presenza sul campo di WHR – Women For Human Rights e di chi continua a lavorare accanto alle comunità colpite rappresenta, in questo momento, un sostegno concreto e indispensabile.
Aggiornamento: Giovedì 3 settembre 2026
Il team di WHR – Women For Human Rights si è recato presso l’ospedale per comprendere più da vicino la situazione dei sopravvissuti alle inondazioni ricoverati e per incontrare le loro famiglie. Durante la visita, il gruppo ha avuto anche brevi colloqui con alcuni familiari ancora alla ricerca dei propri cari dispersi.
Fuori dall’ospedale, le fotografie delle persone di cui non si hanno più notizie sono affisse sui muri. Volti, nomi e immagini diventano così un appello silenzioso, ma potentissimo, di famiglie che non hanno ancora smesso di sperare.
Parallelamente, WHR – Women For Human Rights ha portato avanti il lavoro di assistenza alle comunità colpite, consegnando gli aiuti umanitari alle autorità locali. Il materiale è stato trasportato via terra fino a Nuwakot, dove una parte degli aiuti è stata consegnata alla caserma dell’esercito e un’altra alla casa di riposo per anziani, per raggiungere alcune delle persone più vulnerabili in questa fase di emergenza.



Il team ha anche stabilito un contatto diretto con i responsabili delle scuole che sosteniamo, per raccogliere informazioni sulle condizioni degli edifici e, soprattutto, sulle persone che ne fanno parte.
Scuola Chandeshwori: l’edificio del convitto è stato completamente distrutto e anche il resto del complesso scolastico ha subito danni significativi. L’edificio principale della scuola, fortunatamente, è rimasto intatto. La situazione resta però drammatica: otto persone risultano ancora disperse.
Scuola Ram Chandra: qui l’impatto dell’alluvione è stato devastante. L’edificio scolastico e lo scuolabus sono stati spazzati via dalla furia dell’acqua. Al momento, circa 100 persone risultano disperse, mentre è stato possibile ristabilire i contatti con circa 45 persone.
Una cauta buona notizia arriva invece dalla Chwadi Public Secondary School, un’altra delle scuole che sosteniamo. Secondo le informazioni raccolte finora, la scuola non avrebbe subito danni. Si tratta tuttavia di un dato ancora da verificare e non sono al momento disponibili informazioni definitive.
In un territorio profondamente segnato dalla distruzione e dall’incertezza, il lavoro sul campo continua. WHR – Women For Human Rights resta in contatto con le comunità locali e con i responsabili delle scuole per seguire l’evolversi della situazione e individuare le necessità più urgenti.
Aggiornamento: Lunedì 31 Agosto 2026
Dopo giorni difficili, i primi aiuti sono pronti a partire.
In queste ore le donne di WHR – Women for Human Rights si sono riunite per trasformare la solidarietà in qualcosa di concreto. Insieme hanno organizzato, preparato e impacchettato i primi beni destinati alle comunità più duramente colpite dall’alluvione. Domani l’elicottero partirà per raggiungere le zone più isolate e difficili da raggiungere.
Tra gli aiuti ci sono soprattutto le lampade solari, che in questo momento rappresentano una necessità fondamentale. In molte delle zone colpite la corrente elettrica non è ancora disponibile. Una lampada può sembrare una cosa semplice, ma per chi ha perso la casa significa poter vedere al buio, muoversi in sicurezza e affrontare la notte con un po’ meno paura.
Al momento non abbiamo ancora dati certi e completi sulla situazione delle scuole, delle ragazze e delle bambine che sosteniamo. Le zone sono state duramente colpite e le comunicazioni sono ancora difficili. Stiamo però rimanendo costantemente in contatto con WHR – Women For Human Rights e con le persone sul posto.
Dietro ogni aiuto c’è la possibilità di restituire un po’ di normalità a chi, in pochi minuti, ha perso tutto.
Questo è solo l’inizio.
Grazie a tutte le persone che hanno scelto di esserci, di sostenere la nostra campagna e di non voltarsi dall’altra parte.
Gli aiuti stanno partendo.
E insieme possiamo farne arrivare ancora. 🇳🇵❤️





Aggiornamento: Venerdì 28 Agosto 2026
La situazione in Nepal è ancora molto critica e il rischio di nuove inondazioni non è del tutto rientrato.
Le informazioni riportate in questo aggiornamento ci sono state fornite da WHR – Women For Human Rights il nostro partner operativo sul campo, che sta monitorando la situazione e raccogliendo informazioni nelle aree colpite.
Dalle comunicazioni che abbiamo ricevuto, confermiamo purtroppo che la RamChandra Basic School è stata completamente spazzata via dall’alluvione. Al momento, però, non sappiamo ancora quanti bambini e bambine fossero presenti quando l’acqua ha travolto la scuola, né quanti di loro siano riusciti a mettersi in salvo.
Anche il convitto della Chandeshwori Secondary School è stato completamente spazzato via. Come riporta anche il Kathmandu Post, non è ancora possibile fornire un resoconto dettagliato del numero di persone colpite o disperse. Siamo in attesa di notizie sugli studenti e le studentesse che alloggiavano nella struttura al momento della tragedia.
In queste ore continuano le ricerche e la raccolta di informazioni sul campo, ma le comunicazioni e gli accessi alle zone colpite sono ancora estremamente difficili.
Dovremo quindi attendere ancora qualche giorno prima di poter disporre di notizie precise, complete e verificate sulla situazione e sulle persone coinvolte.
Continuiamo a essere in stretto contatto con WHR – Women For Human Rights e vi aggiorneremo tramite questo articolo non appena avremo nuove informazioni attendibili.
La situazione resta drammatica, ma continuiamo a lavorare e a prepararci a intervenire dove il nostro aiuto potrà essere più necessario, per affrontare l’emergenza di oggi e contribuire alla ricostruzione di domani.
Giovedì 27 Agosto 2026
La mattina del 26 agosto, intorno alle 8:30, un’alluvione violentissima si è abbattuta in Nepal, spazzando via case, ponti e strade in pochi minuti. L’acqua è arrivata all’improvviso, travolgendo interi villaggi e secondo le stime più recenti, risultano disperse oltre 1.600 persone.
Dalle testimonianze raccolte, la devastazione ha lasciato gli abitanti della zona sotto shock. Nella municipalità di Bidur, decine di abitazioni sono state spazzate via tra i mercati di Sole e Akkare, e di molti anziani e bambini non si hanno ancora notizie. Le strade e i ponti distrutti hanno isolato interi villaggi, impedendo a chi si trovava fuori di rientrare e a chi vive lì di ricevere soccorsi; alcuni residenti hanno raccontato che persino le case rimaste in piedi risultano ormai sommerse di fango e detriti, e che l’entità delle perdite umane potrà essere chiarita solo quando le comunicazioni e gli accessi verranno ripristinati.
Abbiamo purtroppo una notizia molto triste da comunicarvi: tra le scuole che sosteniamo da più di 10 anni con il progetto Back to School: A Scuola con Chiara, la RamChandra Basic School è stata fortemente colpita dall’alluvione.
Al momento non sappiamo quanti bambini e bambine si trovassero a scuola nel momento in cui l’acqua l’ha travolta, e restiamo in attesa di notizie più precise.


Tra i luoghi colpiti c’è anche il villaggio di Tupche, dove sorge la Chandeshwori Secondary School, anch’essa colpita dall’alluvione.
Qui alcuni studenti che si stavano recando a scuola sono stati travolti dalle onde lungo il tragitto, mentre centinaia di ragazze e ragazzi che si trovavano alla preghiera del mattino risultano dispersi. Le comunicazioni interrotte e l’accesso reso impossibile dai crolli rendono ancora difficile capire l’entità reale di quanto accaduto.

Una notizia più confortante riguarda invece la Chwadi Secondary School, un’altra delle scuole che sosteniamo, che è rimasta illesa.
A preoccupare ora è anche quello che potrebbe ancora accadere. Secondo l’International Centre for Integrated Mountain Development (Icimod), i detriti trascinati dall’alluvione potrebbero aver formato dighe naturali lungo il corso del fiume: se dovessero cedere, potrebbero scatenare una seconda ondata altrettanto catastrofica.
Siamo in stretto contatto con il nostro partner operativo sul campo WHR – Women for Human Rights ci ha confermato che 400 studenti sono stati portati in salvo, mentre la situazione resta incerta per le centinaia di ragazze e ragazzi ancora dispersi. Continueremo a tenervi informati non appena WHR ci fornirà notizie più precise su chi è stato coinvolto e su come poter essere concretamente utili.
In questo momento il nostro cuore è in Nepal, al fianco delle bambine e delle ragazze che abbiamo abbracciato e che desideriamo abbracciare ancora. Sono i volti che conosciamo, quelli incontrati nei banchi di scuola, nei cortili, nei sorrisi che ci hanno accompagnato in questi anni di progetti condivisi: oggi quegli stessi volti affrontano la paura, l’incertezza, l’attesa di notizie sui propri cari.
Non possiamo essere lì fisicamente in questo momento, ma restiamo vicini e vicine a loro con tutta la forza che abbiamo.